Sotto una zolla splende la luna

Inaugurazione mostra “Sotto una zolla splende la luna”

Mirror, Contrà Porta Santa Lucia 16/18, di Teresa Francesca Giffone, 36100 Vicenza

Tel. 349 8417314

Titolo mostra: Sotto una zolla splende la luna

Mostra a cura del Collettivo Nie Wiem e di Teresa Francesca Giffone

Artiste: Collettivo Nie Wiem composto da Alice Barberini, Loredana Cangini, Estella Guerrera, Roberta Milanesi, Cristina Sestilli, Valentina Muzzi, Elisa Negrini, Cristina Storti Gajani.

Inaugurazione: venerdì 08 maggio 2015 ore 18.30

Chiusura mostra: sabato 06 giugno 2015

Eventi collaterali: Laboratorio creativo di visio – poesia a cura del Collettivo Nie Wiem “Tracce di memoria” sabato 6 giugno ore 16

S’inaugura venerdì 08 maggio 2015 alle ore 18.30 a Vicenza, presso la galleria Mirror di Contrà Porta Santa Lucia 16/18 la mostra Sotto una zolla splende la luna, del Collettivo Nie Wiem.

La mostra vedrà protagoniste le illustrazioni delle 8 componenti del Collettivo, le quali si sono cimentate con l’opera del poeta ungherese Miklós Radnóti.

Il poeta, perseguitato e rinchiuso in vari campi di concentramento in Ungheria e in Serbia, fu ucciso e il suo corpo sepolto in una fossa comune.

La particolarità della sua poesia sta nell’aver mantenuto una spiccata umanità e l’amore per la vita. Molti dei suoi versi li ha scritti in prigionia, nonostante questa esperienza non ha mai perso la sensibilità e riconosce la poesia come un mezzo salvifico.

Così lo definisce la poetessa e scrittrice ungherese Edith Bruck “rappresenta un caso unico nella storia della letteratura ebraica: il solo poeta che è riuscito a comporre anche all’interno del campo di concentramento dove era rinchiuso”.

Nel 1946 il suo corpo fu riesumato e nella tasca del cappotto fu trovato un taccuino con versi, odi, lettere, foto e frammenti poetici dedicati alla moglie.

La mostra è stata presentata presso l’Ambasciata d’Ungheria a Roma tra gennaio e febbraio 2015 in occasione della giornata della Memoria della Shoah.

In mostra saranno presentate le opere delle illustratrici che fanno parte del collettivo, Alice Barberini, Loredana Cangini, Estella Guerrera, Roberta Milanesi, Valentina Muzzi, Elisa Negrini, Cristina Sestilli e Cristina Storti Gajani.

Ingresso libero

Inaugurazione venerdì 8 maggio ore 18.30

Orari di apertura:

Lunedì 16 – 19.30; martedì – sabato 10 – 12,30 e 16 – 19.30

domenica e lunedì mattina chiuso

Eventi collaterali: sabato 6 giugno dalle ore 16 laboratorio creativo di visio – poesia Tracce poetiche a cura del Collettivo Nie Wiem

COLLETTIVO NIE WIEM

Il viaggio del collettivo inizia nel 2012, composto da un gruppo al femminile che si è unito per ricercare un linguaggio originale per esprimere il rapporto tra la parola e l’immagine. La prima poetessa che incontra è Wislawa Szymborska, decidendo di abbracciarne anche il principio e l’ispirazione è infatti dal una parola pronunciata durante il conferimento del Premio Nobel che dice di amare le parole “non so” appunto Nie Wiem. Secondo la poetessa polacca il poeta deve continuamente ripetere a se stesso questo non so. Dall’incertezza anche le artiste riunite in Nie Wiem hanno deciso di intraprendere questo viaggio con progetti itineranti, auto prodotti, con allestimenti variegati e corali. Un viaggio anche fisico che le ha portate a esporre in diversi contesti e spazi culturali, confrontandosi con poeti del passato ma anche contemporanei. Il fine del Collettivo è quello di fare delle immagini un medium per la promozione della lettura poetica, volta ad avvicinare differenti persone e contesti culturali all’illustrazione e alla poesia.

MIKLÓS RADNÓTI

(Budapest, 5 maggio 1909 – Abda, 10 novembre 1944)

Poeta molto popolare in Ungheria, si forma presso l’Università di Seghedino ma essendo ebreo non può esercitare la professione di insegnante. Perseguitato e rinchiuso in vari campi di concentramento sia in Ungheria  che in Serbia venne poi fucilato. Sepolto in una fossa comune, una volta riesumato tra i suoi vestiti venne ritrovato il suo taccuino di versi.

La sua poesia, esplosa negli anni Trenta del ‘900 è legata ai temi della trasformazione della città.

Tra le sue opere: Saluto pagano del 1930, Cammina pure, condannato a morte del 1936. L’ultima antologia pubblicata in Italia dal titolo Mi capirebbero le scimmie, a cura di Edith Bruck è edita da Donzelli.

LOCANDINA MOSTRA MIRROR NIE WIEM

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