Terra di aspra bellezza – Utta a fa’ jornu c’a notti è fatta

La storia della letteratura ci ha fatto conoscere instancabili viaggiatori che in ogni epoca e luogo hanno condotto le proprie peregrinazioni in maniera instancabile, in nome della conoscenza.

Per fortuna molte testimonianze sono giunte fino ai nostri giorni, non solo in forma scritta ma anche attraverso dipinti e taccuini di schizzi. Tra questi infaticabili c’è anche Edward Lear, artista e scrittore inglese che tra il luglio e il settembre del 1847, in una Sud Italia ancora sotto il dominio borbonico realizza un viaggio in quella che allora si chiamava Calabria ulteriore prima, ovvero l’attuale provincia di Reggio Calabria.

Il viaggio condotto dall’intellettuale  inglese, interamente a piedi e in compagnia dell’amico Proby e di un abitante del luogo, Ciccio, è descritto in ogni capitolo in cui si affacciano non solo luoghi e paesaggi mozzafiato, ma anche molte persone che aiutano a delineare un ritratto di una porzione dell’Italia Pre Unità. I moti rivoluzionari scoppiati nel Regno di Napoli non gli permisero di continuare il suo viaggio, quasi antropologico, nelle altre provincie della regione nella punta dello stivale.

Quasi centosettanta anni dopo l’artista Timoteo Frammartino in occasione di un ritorno alle origini nella sua terra, ha modo di visitare proprio parte di quei luoghi e immortalare la bellezza ancora selvaggia che ha mantenuto questo piccolo scorcio d’Italia in una sorta di limbo, tra il mondo che corre veloce e l’immutabilità delle cose. Questi contrasti donano alle persone,che come me tornano raramente, una sensazione mista di conforto familiare e una voglia di di scuotere dal torpore una terra di aspra bellezza che potrebbe vivere delle proprie virtù. Le tavole che saranno presenti in mostra, sono frutto di schizzi e rielaborazioni di sensazioni che quella terra lascia sulla pelle. Chi conosce i borghi immortalati da Timoteo non potrà non pensare agli odori di menta e liquirizia selvaggia, sentire sulla pelle il calore del sole e nelle orecchie il canto delle cicale che durante l’estate sono il sottofondo delle strade assolate e prive del turismo di massa.

Ad amalgamarsi a questa visione sono le fotografie di reportage dell’Associazione Imagorà di Palmi, cittadina della provincia di Reggio Calabria affacciata sulla Costa Viola.

Qui alcuni dei componenti dell’Associazione propongono, affiancate alle immagini di Timoteo, i loro scatti.

Il tratto indagato, sia in disegno che in fotografia è la costa jonica, recentemente sconvolta dalla violenza della natura che ha nuovamente modificato il territorio. Il tratto della penna così come l’obiettivo della macchina fotografica si sposta dal paesaggio che nasconde i luoghi di culto oppure gli edifici che favoriti dal colore della pietra, formano un tutt’uno con il paesaggio. Unico luogo lontano dalla provincia di Reggio Calabria è il sito di Le Castella a Isola Capo Rizzuto nella provincia di Crotone, così come la città che nelle grafiche di Timoteo trovano un felice contrasto. Il rumore e il disordine domina. Mentre nella fotografia la bella fortezza aragonese si staglia imponendosi ai nostri occhi, restituendoci i colori del mare della riserva marina.

Ritornando idealmente a sud, incontriamo vari luoghi di culto come il monastero greco ortodosso di San Giovanni Theristis, risalente al XI secolo vicino al paese di Bivongi nella provincia di Reggio Calabria. Oppure il santuario scavato nel Monte Stella nel comune di Pazzano, anche questo di antichissima fondazione. Il luogo affascinante di Pentedattilo, luogo di leggende e in cui aleggia un silenzio in cui il vento proveniente dal mare si intrufola tra quel che resta delle case.

Ancora un luogo di culto come la suggestiva Cattolica di Stilo, di fondazione bizantina, diventa l’occasione per l’artista di immortalare la vegetazione che spontaneamente cresce nei pressi dell’antico monumento. Queste riprese entrano pienamente in contrasto con un disegno che rappresenta il presente e in cui i segni dell’antica cultura scompaiono in nome di un’architettura spesso selvaggia.

Le corrispondenze nate per puro caso nelle grafiche e nelle fotografie svaniscono quando si incontrano le marine di Peppe Fonti, artista maturo che esprime attraverso la forza del colore il suo temperamento. Proprio l’impeto del mare e del vento che con forza sferza con tutto il suo vigore portando a riva l’inconfondibile profumo di acqua marina. Anche marine serene immortalate in un momento di pausa dalla pesca si contrappongono alla forza degli elementi che non lascia scampo all’uomo non permettendogli di solcare il mare, naturalmente tutto è espressione del suo io e della lotta interna che conduce contro la natura umana e non solo, un viaggio che realizza tra le visioni di luoghi che gli sono familiari e ideali al contempo.

Ma ricordando le parole di Leonida Repaci “Utta a fa’ jornu c’a notti è fatta –

Una notte che già contiene l’albore del giorno”  penso ad una terra in cui il sole dell’alba illumina ogni giorno tanta bellezza sconosciuta ai più.

Teresa Francesca Giffone

TIMOTEO FRAMMARTINO

Si laurea al DAMS di Bologna, lavorando in seguito in ambito teatrale e televisivo. Appassionato d’informatica si occupa altresì di tematiche legate al web anche in ambito professionale. Attualmente Timoteo oltre all’attività d’insegnate con quella di disegnatore con una predilezione per la ritrattistica e i paesaggi, utilizzando tecniche varie (acrilico, china, digitale).

ASSOCIAZIONE IMAGORÀ

Imagorà vuole essere un punto di riferimento e un luogo di incontro per tutti coloro che amano la fotografia e la praticano con passione. Essa nasce dalla volontà di un gruppo di fotoamatori Calabresi, ma la sua esistenza è pensata per rivolgersi a tutti coloro che amano la Fotografia, che vogliono approfondirne la conoscenza e che cercano persone vere con le quali condividere la propria passione e crescere, umanamente e fotograficamente.

PEPPE FONTI

Nato a Cittanova  (RC) nel 1945. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato in architettura. All’epoca della sua permanenza romana (1966 – 1970) ha frequentato gli ambienti artistici e culturali della capitale, partecipando a numerose collettive. Vive e lavora a Cittanova.

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