Nomine Panis, il valore del pane tra Arte e Senso

Protagonista usuale dei nostri pasti, il pane è un cibo pressoché scontato e a volte sottovalutato per la sua quotidianità.  Eppure non si tratta solo di un semplice alimento di acqua e farina, ma di un cibo nel quale si stratificano sapienze antiche, riferimenti simbolici, valenze culturali, usanze locali.  

La storia del pane abbraccia l’intera narrazione dell’umanità, un vero e proprio indicatore di civilizzazione, come solo pochi altri cibi possono vantare. Dietro ogni pane c’è una storia, storie di vita e di sopravvivenza, di abilità e passione. Frutto del lavoro e dell’ingegno dell’uomo, il pane contraddistingue la cultura alimentare mediterranea.  Potremmo dire che la nostra è una civiltà del pane.

Il pane come elemento culturale e immateriale è allegoria di fecondità per le culture antiche e simbolo centrale nel rito eucaristico cristiano, è emblema di abbondanza e condivisione tra gli uomini. Pane come alimento primario per il corpo, quindi, ma anche pane come valore simbolico, nutrimento di civiltà, di speranza e di fede, oggetto di carità nel gesto di distribuzione. 

Il pane ha assunto anche la connotazione di diritti negati (la mancanza di pane connessa alla povertà e alla guerra) di cattive abitudini e sprechi imperdonabiliIl valore metaforico straordinario, quasi sacrale, del pane fa del suo spreco un atto sacrilego che riflette noncuranza e inconsapevolezza, oltre che delle sue inconfutabili qualità nutrizionali, anche della sua potente forza significante.

Riportare l’attenzione alle molteplici valenze del pane è l’intento della mostra “NOMINE PANIS – Il valore del pane tra arte e senso“, che si terrà negli spazi raffinati ed essenziali della Galleria d’Arte MIRROR a Vicenza, dal 13 settembre all’8 ottobre, a cura di Cristina Del Mare. 

Progetto realizzato in continuità con i temi di Expo 2015, vedrà una narrazione di opere realizzate da Elvezia Allari, artista vicentina di fama internazionale, dedicate al pane come cibo per il corpo e come nutrimento delle necessità spirituali, morali ed etiche. Realizzati con pane raffermo riciclato, semi di grano, carta da panettiere, gli abiti scultura, gli accessori, i bijoux e gli objets du quotidien intendono recuperare l’importanza del pane attraverso una “ri-produzione artistica”, che in modo giocoso e inedito dia nuova vita e forma a un prodotto che possiedono radici antiche, come il pane appunto, e che oggi necessita una nuova rappresentazione per riconoscerne il significato. Pane come arte per riapprezzarne senso e valore. 

Un’ironica provocazione sulla capacità dell’intervento artistico come atto volontario di far riemergere il senso delle cose, anche le più ovvie e quotidiane come il pane, e di stimolare la riflessione sull’utilizzo consapevole di questo alimento prezioso, soffermando l’attenzione sulle dinamiche di “buone pratiche” che legano PRODUZIONE – RICICLO – ARTE.

Durante la serata inaugurale una modella vestita di pane, generosamente fornito dalla Morato Bottega del pane, diventerà una novella musa per offrire assaggi di pane in forme inedite e dai gusti inaspettati offerti da ……..e accompagnati da calici di vino prodotto dalla cantina……

Inaugurazione sabato 12 settembre 2015 ore 18.30

Durante la serata è prevista una performance con un abito creato da Elvezia Allari, indossato da Alessandra Schiarante.

Buffet a cura de “La Locanda degli Ulivi” di Arcugnano e degustazione a cura dell’Azienda Agricola “Le Pignole”

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