A piedi nudi in galleria

Chi di voi ha varcato a soglia di Mirror e abbia fatto quattro chiacchiere con me lo sa che sa sempre considero questo spazio una proiezione di casa mia. Tutto quello che mi circonda ed ospito di volta in volta  è la proiezione dei miei gusti e del desiderio di condividerlo con gli altri. Propongo oggetti e libri che vorrei che si trovassero nelle case di ognuno, da custodire con cura e per finire la terza mostra di questa creaturina di pochi mesi si è pensato ad un laboratorio.

Il laboratorio di visio poesia con un’insegnate d’eccezione, Estella Guerrera componente del collettivo Nie Wiem che ha trasformato attraverso i suoi materiali ancora una volta Mirror, lo specchio delle mie sensazioni.

Una coperta per terra, cuscini e come per magia non eravamo più tra le mura di un galleria d’arte in centro storico a Vicenza ma in mezzo ad un prato. Per cui è un delitto stare con le scarpe ma è bello sentire la freschezza del pavimento e illuderci della sensazione dell’erba che accarezza i piedi.

Estella come un mago ha tirato fuori materiali diversi e ha coinvolto i partecipanti in un gioco silenzioso. Attraverso le poesie di Miklòs Radnòti, che ha fatto riflettere molte persone nel periodo della mostra,  ha fatto comprendere il mondo affascinante della visio poesia che può condurre in luoghi imprevisti e la galleria si è calata in un luogo silenzioso in cui solo la musica scelta per l’occasione ritmava l’esecuzione stessa dei taccuini che si sono creati in un totale coinvolgimento.

La mia storia è fatta di osservazione, come quando d’estate nel mio paesino sotto l’Aspromonte osservo e ascolto racconti magari sentiti moltissime volte, tranquilla nel mio cantuccio ridendo di cuore ma con un filo di malinconia.

Anche questa volta ho scelto di osservare e di godere la tranquillità e l’energia che mi è stata donata. Buona osservazione  e passate a specchiarvi nell’arte e nei libri.

Uno speciale ringraziamento al Collettivo Nie Wiem che ha reso la galleria poetica

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Cominciare dalla prima pagina

La pagina bianca è una pagina piena di possibilità ma è al contempo una sfida!

Di solito la sfida è con se stessi. Solitamente appena ne inizio uno nuovo mi propongo di essere ordinata, con una bella grafia, senza cancellature, ma voilà ecco il primo errore.

Il taccuino che vi presento ha fatto molti chilometri, suppongo che abbia conosciuto molto bene anche il sistema postale italiano. Ha raggiunto città diverse e case diverse in cui otto mani hanno lavorato scambiandosi suggestioni e appunti.

E vedere se l’idea iniziale possa trasformarsi in qualcosa di più.

Quando si sfoglia si conosce anche la storia di un progetto che è nato quasi come un sussurro per diffondere la potente voce del poeta. Da Mirror per tutto il periodo della mostra potrete sfogliare questo incredibile taccuino e sfogliare una storia di una bellissima collaborazione tra anime diverse.

Grazie alle bravissime illustratrici del Collettivo Nie Wiem.

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La luna avvolge Mirror

Per la terza mostra lo spazio Mirror ha scelto l’illustrazione, attraverso la visio poesia del Collettivo Nie Wiem, il quale si prefigge da sempre di portare la poesia in contatto con le persone e di dialogare con autori di epoche e stili differenti

Un felice connubio tra arte e poesia in cui ognuna esprime il loro stile per rendere omaggio ad un poeta, considerato tra i maggiori poeti ungheresi del ‘900, che ha trovato anche nella tragica esperienza del campo di concentramento, la forza per continuare a scrivere e combattere una prigionia fisica ma non mentale.

Ognuna di loro, ha tradotto in immagini le parole di un uomo dall’animo sensibile e più che mai attaccato alla vita. Quando il suo corpo, gettato in una fossa comune, è stato ritrovato, nella tasca di quello che rimaneva dei suoi indumenti sono state rinvenute non solo le poesie ma anche la foto dell’amata moglie. Sopravvissuta fino a superare i cento anni.

Sono orgogliosa di presentare e proporre qui questa mostra, uno come appassionata di illustrazione, erroneamente considerata solo dedicato ai più piccoli. Ma anche per la costanza e l’affiatamento che queste bravissime artiste dimostrano, vengono da parti diverse d’Italia e il lavoro rende spesso difficile anche a persone della stessa città potersi incontrare, ma loro hanno trovato questo comune denominatore e motivo ispiratore proprio nella poesia. Sono molti i progetti che portano avanti insieme e questo in particolare è stato presentato nel gennaio scorso a Roma presso la sede dell’Accademia d’Ungheria proprio nei giorni della Giornata della Memoria e dell’Anniversario della nascita del poeta.

Durante l’inaugurazione sono state presenti una parte di questo magnifico collettivo ma  è giusto ricordarle tutte: Alice Barberini, Loredana Cangini, Estella Guerrera, Roberta Milanesi, Cristina Sestilli, Valentina Muzzi, Elisa Negrini, Cristina Storti Gajani.

La mostra è in programma fino al 6 giugno e nella data del finissage ci sarà un laboratorio di visio – poesia a cura del Collettivo Nie Wiem dedicato proprio alla figura del poeta Miklòs Radnòti. Per ulteriori info troverete sia sui canali social sia qui da Mirror le informazioni necessarie per partecipare.

In galleria troverete otto cartoline, ognuna con un’illustrazione delle artiste in mostra, ogni pacco è speciale e sono incartate con riviste d’epoca. Contenuto e contenitore da conservare in un posto speciale.

Di seguito alcune immagini, dall’allestimento alla mostra vera e propria, ma vi aspetto negli orari di galleria per vederli dal vivo.

Sotto una zolla splende la luna

Inaugurazione mostra “Sotto una zolla splende la luna”

Mirror, Contrà Porta Santa Lucia 16/18, di Teresa Francesca Giffone, 36100 Vicenza

Tel. 349 8417314

Titolo mostra: Sotto una zolla splende la luna

Mostra a cura del Collettivo Nie Wiem e di Teresa Francesca Giffone

Artiste: Collettivo Nie Wiem composto da Alice Barberini, Loredana Cangini, Estella Guerrera, Roberta Milanesi, Cristina Sestilli, Valentina Muzzi, Elisa Negrini, Cristina Storti Gajani.

Inaugurazione: venerdì 08 maggio 2015 ore 18.30

Chiusura mostra: sabato 06 giugno 2015

Eventi collaterali: Laboratorio creativo di visio – poesia a cura del Collettivo Nie Wiem “Tracce di memoria” sabato 6 giugno ore 16

S’inaugura venerdì 08 maggio 2015 alle ore 18.30 a Vicenza, presso la galleria Mirror di Contrà Porta Santa Lucia 16/18 la mostra Sotto una zolla splende la luna, del Collettivo Nie Wiem.

La mostra vedrà protagoniste le illustrazioni delle 8 componenti del Collettivo, le quali si sono cimentate con l’opera del poeta ungherese Miklós Radnóti.

Il poeta, perseguitato e rinchiuso in vari campi di concentramento in Ungheria e in Serbia, fu ucciso e il suo corpo sepolto in una fossa comune.

La particolarità della sua poesia sta nell’aver mantenuto una spiccata umanità e l’amore per la vita. Molti dei suoi versi li ha scritti in prigionia, nonostante questa esperienza non ha mai perso la sensibilità e riconosce la poesia come un mezzo salvifico.

Così lo definisce la poetessa e scrittrice ungherese Edith Bruck “rappresenta un caso unico nella storia della letteratura ebraica: il solo poeta che è riuscito a comporre anche all’interno del campo di concentramento dove era rinchiuso”.

Nel 1946 il suo corpo fu riesumato e nella tasca del cappotto fu trovato un taccuino con versi, odi, lettere, foto e frammenti poetici dedicati alla moglie.

La mostra è stata presentata presso l’Ambasciata d’Ungheria a Roma tra gennaio e febbraio 2015 in occasione della giornata della Memoria della Shoah.

In mostra saranno presentate le opere delle illustratrici che fanno parte del collettivo, Alice Barberini, Loredana Cangini, Estella Guerrera, Roberta Milanesi, Valentina Muzzi, Elisa Negrini, Cristina Sestilli e Cristina Storti Gajani.

Ingresso libero

Inaugurazione venerdì 8 maggio ore 18.30

Orari di apertura:

Lunedì 16 – 19.30; martedì – sabato 10 – 12,30 e 16 – 19.30

domenica e lunedì mattina chiuso

Eventi collaterali: sabato 6 giugno dalle ore 16 laboratorio creativo di visio – poesia Tracce poetiche a cura del Collettivo Nie Wiem

COLLETTIVO NIE WIEM

Il viaggio del collettivo inizia nel 2012, composto da un gruppo al femminile che si è unito per ricercare un linguaggio originale per esprimere il rapporto tra la parola e l’immagine. La prima poetessa che incontra è Wislawa Szymborska, decidendo di abbracciarne anche il principio e l’ispirazione è infatti dal una parola pronunciata durante il conferimento del Premio Nobel che dice di amare le parole “non so” appunto Nie Wiem. Secondo la poetessa polacca il poeta deve continuamente ripetere a se stesso questo non so. Dall’incertezza anche le artiste riunite in Nie Wiem hanno deciso di intraprendere questo viaggio con progetti itineranti, auto prodotti, con allestimenti variegati e corali. Un viaggio anche fisico che le ha portate a esporre in diversi contesti e spazi culturali, confrontandosi con poeti del passato ma anche contemporanei. Il fine del Collettivo è quello di fare delle immagini un medium per la promozione della lettura poetica, volta ad avvicinare differenti persone e contesti culturali all’illustrazione e alla poesia.

MIKLÓS RADNÓTI

(Budapest, 5 maggio 1909 – Abda, 10 novembre 1944)

Poeta molto popolare in Ungheria, si forma presso l’Università di Seghedino ma essendo ebreo non può esercitare la professione di insegnante. Perseguitato e rinchiuso in vari campi di concentramento sia in Ungheria  che in Serbia venne poi fucilato. Sepolto in una fossa comune, una volta riesumato tra i suoi vestiti venne ritrovato il suo taccuino di versi.

La sua poesia, esplosa negli anni Trenta del ‘900 è legata ai temi della trasformazione della città.

Tra le sue opere: Saluto pagano del 1930, Cammina pure, condannato a morte del 1936. L’ultima antologia pubblicata in Italia dal titolo Mi capirebbero le scimmie, a cura di Edith Bruck è edita da Donzelli.

LOCANDINA MOSTRA MIRROR NIE WIEM