Ringraziamenti speciali

Ultimo post dell’era Mirror entro la fine dell’anno anche i social della pagina si spegneranno uno dopo l’altro e i ricordi rimarranno solo nella mia mente, nella memoria del pc e di chi ha vissuto i vari eventi che ho proposto.

Ma anche quando si chiude, forse soprattutto,  si devono ricordare le persone che ci sono state ed hanno rappresentato una stagione, ma anche piccoli periodi di questa avventura.

Parlo delle mie straordinarie ragazze e anche i ragazzi che sono stati con me dal momento dell’apertura e senza di loro e del loro entusiasmo mi sarebbe stato impossibile dal semplice tenere aperto a organizzare mostre ed eventi per tentare di dare a questo posto uno chance.

Avete preso strade diverse, siete alcune all’estero, altre in città della bella sfortunata Italia tutte e tutti a cercare di crearsi un futuro.

 

Grazie per aver fatto parte della storia di Mirror

Gioia, Marta, Michela, Nicola, Ketty, Francesco, Roberta, Eleonora, Federica, Marta, Alessia. Vi auguro un futuro luminoso!

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Ad Oriente dell’illustrazione…

Trentacinquesima edizione della Mostra internazionale di Illustrazione per l’infanzia di Sàrmede!

Chi mi segue non ha più bisogno si spiegazioni su cosa sia questa fantastica mostra. Ma domenica è stata l’ultima volta che ci vado con un occhio da “addetta ai lavori”, ma posso anche affermare che forse nella prospettiva, sempre triste di chiudere, mi sono goduta l’atmosfera della mostra e dell’aver rivisto un’amica artista impegnata in un workshop.

Una mostra che parla di Oriente, anzi soprattutto di Giappone che è il Paese ospite d’onore attraverso una mostra ad hoc e tanti ospiti. Ma come al solito il primo piano ci offre la mostra di Philip Giordano che nel suo sangue custodisce l’Oriente ma conosce alla perfezione anche l’Occidente. Nato in Liguria da madre filippina e padre svizzero, la sua vita non poteva non essere all’insegna dello spostamento. Attualmente vive in Giappone e la sua arte esprime perfettamente queste lezioni di vita. Collabora con riviste, musei, fondazioni, case editrici internazionali. Ha vinto numerosi premi tra cui quello più recente è il Premio Andersen nel 2017 con il libro “Il pinguino ha freddo“. Il suo stile si adatta perfettamente tra uno stile complesso e tecniche superbe a uno più semplice ma leggibile dalle età più piccole. Da citare soprattutto le bellissime edizioni realizzate con il testo di Giovanna Zoboli per TopipittoriQuando il sole si sveglia” oppure “Nel cielo – Nel mare“. Oltre che stupende edizioni curate per il mercato giapponese, che spero prima o poi arrivino anche in Italia. Qui proprio gli elementi di contraddizione della civiltà come quella giapponese, tra elementi della tradizione ed elementi di estrema modernità.

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Panorama ci porta nell’universo dell’illustrazione mondiale e nelle belle collaborazioni che si creano tra case editrici italiane e illustratori stranieri, naturalmente anche nelle case editrici internazionali che non possono certo mancare in una mostra di questo livello.

Ecco per voi una piccola selezione di quelli che maggiormente mi hanno colpito:

Clotilde Perrin dalla Francia che per la Franco Cosimo Panini illustra “Cattivi come noi” e “Buoni come noi“. Se nel primo scopriamo le vere identità di ogni cattivo che per ogni fiaba che si rispetti dobbiamo trovare, oltre a scoprire il destino di ognuno che è stato rapito e le immancabili ricette delle streghe. Nel secondo libro scopriamo i veri segreti della bontà! E naturalmente le fiabe di cui sono i protagonisti.

La scoperta di quest’anno è stata la cilena Francisca Yanez, che sarà presente con due progetti. Da un lato in “Versos una casa” della casa editrice Messicana ma che ha una base europea anche in Spagna a Barcellona (forse avrei dovuto dire Catalogna). Come si intuisce dal titolo è un libro dedicato al posto che per un bambino, ma oserei dire anche per l’adulto è il luogo per antonomasia dei ricordi. La casa piena di oggetti, angoli e in cui in ogni stanza viene creato un ricordo. Un libro illustrato di poesia prezioso.

Di lingua francese invece il libro scritto da Martine Laffon e illustrato da Mayumi Otero, pubblicato dalla casa editrice Le fourmis rouges. Si tratta della storia di quattro giganti che intraprendono un grande viaggio e si occupano ognuno di un regno della terra. Una vera e propria cosmogonia che invita tutti a scroprire il mondo. L’illustratrice tra l’altro ha un gusto impeccabile nel realizzare libro Pop – Up, per questo vi invito a scoprire il suo sito ricco di informazioni e immagini dei suoi lavori.

Per la casa  editrice italiana Le lettere ecco invece la storia de Il Bambino e la soffitta. Se abbiamo un poco di coraggio non possiamo certo resistere alla  tentazione di scoprire i possibili tesori che potrebbe custodire e sono lì in attesa che qualcuno se ne occupi, li scopra! Quindi meglio di un bambino direi che non esiste nessuno. Bello lo stile dell’illustratrice Maja Kastelic che è anche autrice in questo caso.

Gioia Marchegianiper Topipittori invece illustra “Il campanellino d’argento” scritto da Maria Lai. La storia è ambientata in Sardegna e la protagonista è una capretta magica che conduce il pastorello ad un magnifico tesoro. Una storia che è giunta fino ai nostri giorni in varie versioni. Le illustrazioni di Gioia Marchegiani restituiscono perfettamente l’atmosfera dell’isola e il suo forte connotato naturalistico.

Sempre edito daTopipittoriè “La bambina e il gatto”  scritto da Ingrid Bachér e illustrato da Rotraut Susanne Berner. La storia ha per protagonista una bambina che rimasta da sola a casa ha paura quando sopraggiunge il temporale. L’unico che è con lei è un gatto che si trasforma in un leone mangia saette. La paura e le sfide che anche da piccoli dobbiamo affrontare e superare. Lo stile della sua illustratrice ha qualcosa che affonda proprio nelle radici di quest’arte meravigliosa che è l’illustrazione, trovando ispirazioni in Walter Trier e Wilhelm Busch.

Ma quest’anno Sàrmede offre anche al fumetto un posto nella ricca esposizione, con i migliori esempi provenienti dall’Italia, dalla Germania e dalla Francia.

Ma andiamo finalmente a scoprire il mondo di C’era una volta in Giappone:  Mukashi Mukashi

E proprio quest’espressione introduce il lettore nella dimensione della fiaba, perché Mukashi Mukashi altro non significa che c’era una volta. Tanti i progetti nati appositamente per questa mostra, dal bell’albo illustrato che porta il nome della sezione, pubblicato da Franco Cosimo Panini, gli haiku illustrati dagli allievi di due corsi svolti proprio a Sàrmede, il memory giapponese edito da Else edizioni con la tecnica della serigrafia. Oltre che ad una sezione di libri illustrati giapponesi, un po’ ostici se non si conosce la lingua, ma come al solito le immagini abbattono tali barriere.

Ma cominciamo dal libro che è nato dalla collaborazione tra la Scuola Internazionale di Sàrmede e i meravigliosi artisti artisti coinvolti. Le otto fiabe proposte sono state adattate da Giusi Quarenghi, mentre gli artisti coinvolti sono Susumu Fujimoto,Kotimi, Junko Nakamura,Satoe Tone, Mara Cozzolino,Philip Giordano, Simone Rea e Valeria Petrone. Una particolare predilezione per Mara Cozzolino, compagna di numerose avventure, cominciando dallo scorso anno che l’hanno vista protagonista di una lunga personale qui in galleria. Quindi proprio approfittando della sua presenza a Sàrmede per un laboratorio ho colto l’occasione per rivederla, purtroppo per restituirle le sue bellissime incisioni e per prendere la mia copia del libro con tanto di autografo chiaramente. Artisti diversi che hanno interpretato secondo il loro stile le fiabe affidate loro e chiaramente con tecniche diversissime. La sera tornata a casa con il mio bottino tra le mani, ho già letto al mio bambino ancora in pancia tutte le 44 pagine con le storie che custodisce. Una bella descrizione è stata fatta sul blog Kira Kira, che vi linko!

Altra parte del bottino è stato il memory giapponese, serigrafato a due colori da Else edizionicon 12 mostri e spiriti giapponesi, illustrati questa volta da 6 artisti giapponesi Nana Furiya, Kotimi, Hitomi Murakami, Kiyo Tanaka, Kouki Tsuritani, Kumiko Yamamoto. Il pomeriggio seguente ho fatto la mia sessione di memory scoprendo le nature dei vari mostri e dei vari spiriti. Anche in questo caso vi lascio alla puntuale recensione da parte di Kira Kira!

L’ultima sezione della mostra è un tema di grande attualità che come ci ricordano gli stessi organizzatori purtroppo sempre più bambini sono costretti a vivere: Pianeta Migrante che tra l’altro è il titolo di libro francese (consigliato dai 12 anni) che tratta l’argomento anche attraverso l’ausilio dell’illustrazione. Molti i modi per parlare di un argomento spesso scomodo. Sicuramente la mia attenzione è stata subito attirata dalla proposta diFrancisca Yanez, incontrata anche in precedenza. Propone un’istallazione intitolata Da un paese senza nome, composta da un lato da passaporti che invece di riportare i soliti, freddi dati di un passaporto tipico riportano quelli che un bambino sogna e spera. Il tutto circondato da figurine di carta, tutte diverse che fanno parte anche dell’infanzia della stessa illustratrice.

Altra pubblicazione importante riguardo questo delicato tema è quello edito da Orecchio acerbo, dal titolo Dall’Atlante agli Appenni N.E. (dai 9 anni). Una trasposizione moderna dalla penna di Edmondo De Amicis, in cui l’autrice Maria Attanasio parte per parlare della tematica della ricerca di se stesso e della propria famiglia, di un ragazzo che affronta questa ricerca affannosa andando affrontando il profondo mare e l’ignoto.

La mia mattinata a Sàrmede finisce con Mara, ma prima di tornare a casa una nuova scoperta mi aspetta nella Marca trevigiana…al prossimo post

– 1 mese

Il countdown comincia freneticamente e manca meno di un mese alla chiusura di quello che era il mio sogno.

Lo specchio di Mirror si è infranto in numerosi pezzi che lasceranno delle cicatrici piuttosto profonde.

Anni belli e faticosi, pieni di gioia e di amarezza. Persone che ho avuto modo di conoscere e apprezzare ma anche persone che non voglio più vedere in vita mia. Tutto e il contrario di tutto e adesso che manca davvero poco all’inevitabile cerco di farmi un’esame di coscienza e di analizzare le cause che mi hanno purtroppo portato a questo risultato.

L’idea era quella di offrire alla città che mi è capitata in sorte un posto diverso in cui trovare bellezza e perché no, anche prezzi accessibili per portare la propria idea di bellezza nella quotidianità. Mostre a cadenza mensile, eventi collaterali, libri e design del gioiello. Evidentemente tutto questo non è bastato.  Non ho fatto questo posto esclusivamente per coloro che sono già all’interno degli eventi cittadini, ma soprattutto per cercare di avvicinare quelli completamente estranei a tutto ciò ma ho fallito.

Del resto se amici intimi mi dicono che preferiscono comprare libri su amazon piuttosto che uscire di casa e recarsi in una qualsiasi libreria, se le mamme e i papà trascinano via i figli spaventati che possano entrare in contatto con dei libri asserendo tra l’altro che a casa ne hanno già parecchi, la missione delle librerie e anche di quello che a scuola dovrebbero insegnare è persa. Molto invece mi hanno chiesto che ci faccio a Vicenza, che un posto del genere si potrebbe trovare a Parigi o altrove, ma ovviamente da buoni italiani frequentiamo questi luoghi non nella nostra città ma proprio all’estero, facendo i fighi perché si scoprono posti unici. 

Insomma l’amarezza è tanta come la delusione, ma almeno posso dire di averci provato. 

Ultima precisazione: chi mi ha chiesto se dopo questa esperienza mi metterò a fare dell’altro… la risposta è NO! Se qualcuno fosse così pazzo o presuntuoso da pensare di poter fare la differenza e intraprendere un’esperienza simile e vorrà avvalersi di me, posso valutarlo ma mai più senza un riconoscimento economico, sia chiaro!

Addio a tutti coloro che si sono riflessi nello specchio lucido di Mirror e buona sorte.

Grazie a coloro che hanno voluto far parte della vita di Mirror. 

Bianca come la neve

Sabato 11 novembre alle ore 17.30 si svolgerà l’appuntamento conclusivo per Mirror.

La protagonista di questa esposizione sarà Anna Masini, in arte Ninamasina, illustratrice che ama fare e progettare libri, sperimentando molteplici dimensioni delle immagini e del disegno. In esposizione ci saranno innanzi tutto alcune tavole realizzate per il suo ulitmo libro, Questa notte ha nevicato, uscito lo scorso ottobre per la casa editrice Topipittori, dove un appassionante dialogo tra fotografie e disegni racconta di una sorprendente mattina di neve in città.

Anche se la strada è la stessa di ogni giorno, la città avvolta dal manto bianco appare nuova e tutta da scoprire.

La mostra comprenderà anche le tavole e i libri illustrati autoprodotti Red Boots, che sin dall’inizio dell’avventura di Mirror hanno fatto parte delle proposte del bookshop.

Red Boots è un’etichetta di self-publishing aperta da Anna Masini nel 2014 e giunta da poco alla sua sesta pubblicazione, per cui l’autrice scrive, disegna, progetta e realizza piccolo albi illustrati rilegati a a mano e in tiratura limitata.

Durante la serata di inaugurazione l’autrice sarà a disposizione per la firma dei suoi libri.

L’esposizione resterà aperta fino al 9 dicembre 2017, data di chiusura dello spazio.

Orari: dal martedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30

Ingresso libero

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Tra segno e parola. Miscellanea

CS Tra segno e parola. Miscellanea

Titolo: Tra segno e parola. Miscellanea

Artista: Vittorio Bustaffa

Mostra a cura di Teresa Francesca Giffone

Inaugurazione: sabato 14 ottobre ore 18.30

Periodo di mostra: 14 ottobre – 4 novembre 2017

Orari: dal martedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30

Evento che rientra nelle iniziative AMACI – Giornata del Contemporaneo 2017

Eventi collaterali: 14 ottobre 2017 ore 16.00 Passeggiata sulle orme di Goffredo Parise in collaborazione con l’Associazione Culturale Itinerari Letterari (in caso di maltempo l’iniziativa sarà rimandata alla settimana successiva)

 

Sabato 14 ottobre alle ore 18.30, inaugura la nuova mostra di Mirror.

L’esposizione dal titolo Tra segno e parola. Miscellanea, è a cura di Teresa Francesca Giffone, e si pone come un omaggio all’arte e alla letteratura, due discipline viste dalla cultura italiana spesso distanti e antitetiche, ma che in realtà possono rafforzarsi a vicenda.

Le opere esposte edite e in parte anche inedite, sono un omaggio che il pittore e la curatrice vogliono fare alla cultura, anche vicentina. Una mostra che dovrà essere letta come ci si accosta ad un’opera miscellanea in letteratura, nel quale sono accostati non solo scritti di argomenti vari, ma anche di autori diversi.

Partendo da uno dei più grandi poeti latini, che Bustaffa interpreta per il libro Il canto d’api di Virgilio ( Il Ponte del sale, 2012), passando da Emily Dickinson tradotta in immagine dal nostro artista per il libro di Carolina Giorgi Tre volte Emily. Interpretazioni poetiche e visive della lettura di Emily Dickinson (Mantova, 2013). Ma soprattutto Goffredo Parise autore vicentino recentemente affrontato nella ricerca artistica di Bustaffa attraverso le tavole realizzate per il testo I lembi dei ricordi. Ri(n) tracciare il paesaggio di Goffredo Parise a cura della Società Letteraria di Verona (Antiga edizioni, 2016).

L’esposizione si arricchisce di un ulteriore elemento, gli schizzi dell’artista, imprenscindibile elemento per studiare ed approcciare lo stile, dalla prima idea fino alla realizzazione finale.

La mostra in programma fino al 4 novembre è a ingresso libero. Sarà visibile dal martedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30.

Eventi collaterali: passeggiata letteraria sulle orme di Parise in collaborazione con l’Associazione Culturale Itinerari Letterari. La passeggiata è prevista per il 14 ottobre alle ore 16, in caso di maltempo sarà spostata al week end successivo con lo stesso orario.

BIOGRAFIA

Vittorio Bustaffa (1972), pittore e illustratore, si forma all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 2004 partecipa a mostre collettive e personali di pittura e illustrazione in gallerie ed istituzioni di alcune città italiane ed estere. Ha realizzato illustrazioni per varie case editrici tra cui Bruno Mondadori, Diabasis, Nuages, MUP, Ponte del Sale, Limina Mentis, Libri di Pixel e altre affrontando testi di autori come Virgilio, Catullo, Hardy, Artaud, Dickinson, Kierkegaard e Gomez Davila. Disegna inoltre concept per prodotti cinematografici, architettonici e videoludici. Nel 2014 è ospite in residenza artistica con lo scrittore B. Cinquetti presso il Museo Rimbaud e partecipa all’edizione dello stesso anno alla Biennale di Poesia “Les Ailleurs” di Charleville-Mézières nelle Ardenne francesi. Collabora stabilmente con l’agenzia di comunicazione Tostapane Studio di Venezia, esegue pittura “dal vivo” per Teatro Boxer di Padova e con Ufostudio Performig Arts di Milano ha realizzato su testi di F.Bertozzi il libro “Intrusa”, libro che raccoglie il materiale di pre produzione disegnato per il film omonimo di F. Bertozzi (Bento Box, 2015). Ultime pubblicazioni: (dicembre 2015) ha illustrato il breve romanzo di fantascienza “Stazione Kelvin” di L. Lasagna per Epika Edizioni, “Bucoliche” di Virgilio a cura di G.Maretti Tregiardini e M.Munaro per le Ed. Ponte del Sale e per le Edizioni Antiga di Treviso (settembre 2016) ha contribuito con disegni e un breve testo a “I Lembi dei ricordi – Ri(n)tracciare il paesaggio di Goffredo Parise” a cura di Maria Gregorio, AAVV . E’ inoltre insegnante di tecniche pittoriche alla Scuola Internazionale Comics della sede di Padova.banner-wordpress---Vittorio-Bustaffa

Oltre

Oltre – mostra personale di Valentina Rosset

Durante un lungo viaggio in treno, ci sarà capitato di accostarci al finestrino scrutando il paesaggio in rapido cambiamento, nelle orecchie il rumore costante della sua corsa sulle rotaie, in attesa della prossima fermata. Così il finestrino incornicia paesaggi diversi, ma talmente velocemente da non poterci soffermare realmente su nulla.

Un paesaggio che subisce cambiamenti continui e il finestrino non ci lascia il tempo di farci andare OLTRE.

Accostandoci ai lavori di Valentina Rosset, si ha la sensazione di poter fermare la corsa di questo treno e andare al di là delle immagini. Non legati tra loro da un comune tema, sono però caratterizzati da giochi di rimandi, in cui il tratto cambia e si evolve e così l’artista compie un passaggio di vera introspezione.

Le superfici accennate e sfumate con la matita colorata, fluttuano sul foglio, espandendosi e muovendosi nello spazio. Così le superfici acquatiche, composte da colori cristallini le cui onde si infrangono contro una spiaggia assente e silente.
Ma la presenza umana? Il nostro treno, guidato dal conducente che è il nostro sguardo si posa anche su questo abitante sempre più distratto. Il blu spesso ci segue tornando con il suo colore felice in molte composizioni di Valentina: dalla ragazza scarmigliata, una moderna medusa che emana dalle sue ciocche il favoloso blu, una larga pennellata di questo colore che crea il terreno dal quale si staglia un traliccio che espande i suoi fili in un orizzonte vago, ancora il blu che si divide lo spazio con un ramo spoglio ma che si avvicina lentamente ed inesorabilmente le sue estremità verso l’orizzonte. Per arrivare all’uomo che è parzialmente immerso in questo stesso colore

La forza del colore rosso è invece espressa nel lavoro in cui Valentina dona, ad una donna, non solo un bellissimo fiore appuntato tra i capelli ma un turbinio di pennellate che donano al viso anche una corporeità.

Lo stile pulito di Valentina Rosset si adatta e risalta anche nelle tavole in cui l’unico tratto è quello nero, un unico segno che ci racconta di libertà, della bellezza diversa della modernità, delle impressionanti giochi di ombre e dei paesaggi frutto della natura ma anche dell’intervento dell’uomo.

In questa mostra, visibile fino al 7 ottobre 2017, Valentina Rosset ci pone davanti ad una sfida, non lavori in cui ci fornice una soluzione, ma lavori in cui ci fornisce varie interpretazioni, filtrate da tutto quello che è il nostro essere.  Basta poco per cambiare prospettiva ed andare OLTRE, quindi tiriamo il freno del nostro treno interiore che viaggia spesso a velocità incredibili facendoci giudicare frettolosamente tutto ciò che nella sua pazza corsa incornicia.

 

T.F. Giffone

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Per vedere il resto, dovete passare! C’è tempo fino al 7 ottobre 2017

 

 

 

La bellezza nell’ordinario

 

Come ci insegna un film cult del cinema francese, la bellezza e l’essenza della vita spesso si trovano nelle piccole cose.

In un mondo abitato perlopiù da persone che ambiscono a vite scintillanti, circondate da beni costosi e che esprimono lo status simbol di colui o colei che li indossa, inauguriamo una piccola mostra in cui i valori sono diametralmente opposti.

Serena Mabilia, giovane illustratrice vicentina, sabato 23 settembre alle ore 18,00, ci invita a scoprire venti semplici momenti di felicità attraverso l’esposizione delle tavole originali del libro auto prodotto La bellezza nell’ordinario. 20 semplici momenti di felicità. Momenti che ognuno potrebbe vivere in ogni istante della giornata, all’interno della propria casa o a pochi chilometri da questa.

Le venti illustrazioni, realizzate a matita colorata, vogliono far rivivere quelle sensazioni ed emozioni che spesso diamo per scontato. Disegni puliti, leggeri ed essenziali racchiusi in un libretto in cui ognuno dei visitatori potrà riscoprire il proprio momento di semplice bellezza ordinaria ma magari trascurata.

Il progetto ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria al XV Internationaler Kinder – und Jugendbuchwettbewerb “Quale allegria!” di Schwanenstadt (Austria). 

BIOGRAFIA

Serena Mabilia è nata a Bassano del Grappa (Vicenza) nel 1994, vive e lavora a Vicenza. SI considera una fervida disegnatrice sin da bambina, con la testa tra le nuvole e si è laureata in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia; nel frattempo ha seguito molti corsi della Scuola Internazionale d’Illustrazione di Sarmede, grazie alla quale ha avuto la possibilità di avvicinarsi al mondo dell’illustrazione per l’infanzia e di conoscerne il linguaggio e la poesia. Il sogno di fare l’illustratrice se lo porta dietro da quando è bambina.

Ha partecipato a diverse mostre collettive e i suoi disegni sono stati selezionati in alcuni concorsi di illustrazione in Italia e all’estero. Dal 2016 svolge laboratori creativi per bambini presso alcune scuole elementari di Vicenza.
Fondamentali per la sua crescita artistica sono stati i alcuni dei  maestri incontrati durante il suo percorso con Marina Marcolin e Giovanni Manna, con i quali ha approfondito la tecnica dell’acquerello. Gran parte della sua produzione è stata realizzata ad acquerello, mentre oggi preferisce utilizzare la matita colorata. Il suo mondo è molto colorato ed il suo immaginario si nutre delle poesie di Emily Dickinson, dei film di Wes Anderson e delle fotografie di Tim Walker.

Fra i suoi tanti desideri vi è anche quello di poter dare il suo contributo tramite le immagini, e con esse di riuscire a trasmettere belle emozioni.

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