Da Mirror per cercare Riscatti

Domenica 29 marzo si è tenuta la seconda inaugurazione della mostra Riscatti, con i lavori di Andrea Penzo, il quale ha proposto vari momenti del suo lavoro, alcuni molto recenti.  Ma sentendomi assolutamente poco adatta per riportare ciò che la mostra vorrebbe donare ad ognuno di coloro che si affaccia da quella porta lascio le parole di Cristina Fiore.

Curatrice vera di questa mostra e protagonista dietro ogni scatto…

Mirror mi ha dato l’idea, fin da subito, di un’elegante wunderkammer pronta ad accogliere e a mostrare segreti, tasselli da collezione, elementi non per forza di immediata fruizione ma piuttosto da poter scrutare e guardare con la curiosità di chi voglia trovare davvero. 

La opere proposte a questo nuovo spazio sono allora lo specchio di una ricerca non immediata, ma portata avanti negli anni come come artisti singoli, come due, come persone intente a collaborare con altre persone nell’approfondimento di una ricerca che è, alla fin fine, inseguimento di immagini rifratte e riprodotte in quella terra di mezzo tra inconscio personale, altrui, immaginario collettivo e semplice desiderio di vederci oggettivati attraverso quella rappresentazione di noi che ai nostri occhi non è data, se non attraverso la riproduzione.

Cercando un’intimità che può infrangersi in uno spazio pubblico violato o in uno scatolone di ricordi gettato via, guardando dentro la vita per come si ritrae in una dimensione tutta domestica, all’aria aperta che accoglie una nudità impertinente, fino alla riproposizione delle immagini della propria memoria personale e ad un cortocircuito impalpabile che ha reso la sim card di un telefonino depositaria di ricordi collettivi e involontari. 

RISCATTI è una mostra fotografica in cui si stratificano elementi disomogenei, il ready made di foto scattate da un uomo di cui si cerca di trovare un volto frugando tra i frammenti del suo passato, i selfie degli sconosciuti acquirenti di un centro commerciale, gli scatti di Andrea Penzo nati dai tre mesi di lavoro domestico con Lara Tessaro,  le foto dell’artista da bambino, in cui si censurano gli occhi ai soggetti che ne hanno accompagnato la crescita, fino ai set più studiati dei ritratti di donna che danno il via ad un processo che ha visto coinvolte l’attrice Piera Ardessi, e le danzatrici e performer Marianna Andrigo e Elisabetta Cortella, per arrivare a Performance Photo Project, appunti visivi di futuri lavori performativi, che forse troveranno un loro percorso autonomo o rimarranno semplici icone di un’intuizione iniziale. 

I “riscatti” però in queste immagini sono anche le seconde chance che i soggetti ritratti si danno attraverso queste foto, il destino bizzarro del Signor Welk, l’uomo tedesco di cui vengono ritrovate le 2500 foto scattate in una vita e meticolosamente archiviate, per diventare poi merce da rigattiere e infine opera d’arte. Il ritorno di Piera Ardessi al paese della sua infanzia nel carso friulano, in cui fa di nuovo irruzione portando con sé la forza dirompente di una carriera di attrice e la sfrontatezza dei vestiti della sua adolescenza. Il diario di immagini di Lara Tessaro, doppio di quel testo fatto di parole in cui affronta il tema dell’anoressia, in cui lo sguardo esterno di Andrea Penzo diventa alleato dell’oggettivazione da lei costantemente cercata per poter guardare a se stessa con occhi rinnovati. Così fino a quelle foto anni Settata/Ottanta, ingiallite dal tempo e rilavorate per diventare icone di una rimozione con cui poi ha dovuto fare i conti la vita. 

Una mostra personale che è anche una mostra collettiva, in cui gli sguardi altrui si intrecciano a quelli soggettivi, verso una costante prefigurazione di storie possibili. 

Cristina Fiore

Ed ecco un po’ di foto dell’evento di domenica.

Intanto la mostra continua fino al 25 aprile compreso!

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Riscatti

S’inaugura domenica 29 marzo alle ore 18 la mostra fotografica Riscatti con le opere di Andrea Penzo. L’esposizione si colloca in bilico tra mostra personale e mostra collettiva. Nelle fotografie proposte si stratificano elementi disomogenei, tali opere sono nate infatti da un intreccio di sensazioni soggettive e collettive.
Il ready made di un uomo che cerca i frammenti del suo passato in un volto, i selfie di persone sconosciute in un centro commerciale, gli scatti nati dai tre mesi di lavoro domestico con Lara Tessaro, le foto dell’artista da bambino in cui sono censurati gli occhi di chi lo ha accompagnato nella crescita. Fino ai set più studiati dei ritratti di donna che danno il via ad un processo che ha visto coinvolte l’attrice Piera Ardessi, e le danzatrici e performer Marianna Andrigo e Elisabetta Cortella, per arrivare a Performance Photo Project. Ancora in mostra sarà possibile trovare le fotografie del bizzarro Mr. Welk che ha collezionato e archiviato, nel corso della sua vita, ben 2500 foto che diventano merce da rigattiere e poi opere d’arte. Infine foto anni Settanta/Ottanta ingiallite, che diventano icone di una rimozione.

La mostra resterà aperta fino a sabato 25 aprile 2015, con i seguenti orari: lunedì 16 – 19.30; dal martedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30; chiuso la domenica. Ingresso libero.

Eventi collegati: sabato 11 aprile alle ore 18.30 presentazione della collana My Butterfly Collection di Cristina Fiore, durante la serata saranno presenti l’artista e scrittore Andrea Penzo e l’autrici Lara Tessaro, Marta Celio e Claudia Miotti.

ANDREA PENZO
Inizia il suo percorso artistico come scrittore, pubblicando numerosi libri di narrativa e ricevendo numerosi premi letterari.
Il suo percorso nelle arti visive comincia nel 2002, come artista del vetro a Murano, la sua sperimentazione lo porta a raggiungere in breve tempo importanti riconoscimenti per poi diventare docente della Scuola del Vetro di Murano Abate Zanetti, conduce vari corsi a studenti della Boston University e dell’Accademia di Venezia. Ancora nell’ambito del vetro con l’Accademia di Belle Arti di Urbino, successivamente insegna al Pittsburgh Glass Centre arrivando ad esporre alla Biennale Internazionale di Cheongiu in Corea. Dal 2005 si avvicina alla performance e all’istallazione, partecipando a numerose esposizioni in Italia e all’Estero e a molti eventi collaterali della Biennale di Venezia.
Dal 2009 comincia il suo sodalizio artistico con Cristina Fiore, con lei da vita a Cantiere Corpo Luogo, una realtà che attiva processi di riqualificazione di luoghi pubblici attraverso progetti curatoriali nell’ambito del contemporaneo. Vive tra Venezia e Berlino.

Grafica Mirror