Caffi, Fior e dulcis in fundo la botanica di Katie Scott

Prima ed ultima domenica del mese libera e si cerca di vedere quello che si è perso nei giorni clou di grandi eventi.

Quindi direzione Treviso per vedere alcune mostre, tra quelli ancora in corso, che rientrano tra le manifestazione del Treviso Comic Book Festival. In particolare non volevo perdermi due che adesso mi accingo a raccontarvi.

Prima tappa il Museo “Luigi Bailo” rinnovato museo civico trevigiano che ospita le collezioni d’arte contemporanea (…più che moderna) tra cui spicca l’importante raccolta di Arturo Martini. In occasione dell’edizione 2016 del TCBF intitolata Let’s Grow, al piano terra viene ospitata la mostra Da Caffi a Fior curata da Carlo Sala.

La mostra mette in relazione l’arte di Ippolito Caffi (1809 – 1866), artista che usa il colore, cifra stilistica storica per Venezia e che ben presto capisce la sua vocazione di vedutista e reporter. Un periodo storico, quello vissuto da Caffi, che si caratterizza per il patriottismo che spinse anche il nostro pittore a partecipare attivamente alle battaglie contro l’Austria. La cifra coloristica si avvicina a decenni di distanza, anzi più di 100 anni da un artista che si avvicina ad una cultura figurativa e coloristica fantastica, Manuel Fior, classe 1975 e studi di architettura alle spalle, oggi risiede a Parigi. Vite simili anche negli spostamenti, nelle avventure e nell’esigenza tutta settecentesca e ottocentesca di riprendere dal vero panorami, monumenti e sensazioni che ritornano successivamente in opere compiute.

I dipinti in mostra, della stessa collezione del museo di Treviso, di Ippolito Caffi sono Benedizione di PioIX dal Quirinale di notte del 1848, entrano in relazione con le tavole inedite che Fior sta realizzando per un progetto che rimane ancora segreto, in cui l’unica certezza è l’ambientazione veneziana Festa notturna  con fuochi e Notturno di San Giovanni e Paolo a Venezia entrano in relazione con le tavole originali de La Signorina Else tratta dalla novella del 1924 di Arthur Schnitzler e pubblicato da Coconino Press (2009) e Cinquemila chilometri al secondo, sempre pubblicato per la Coconino Press nel 2010. Ed infine il dipinti di Caffi dal titolo Ascensione in mongolfiera nella campagna romana del 1847 si accosta alle tavole originali de L’intervista pubblicato da Coconino Press nel 2013.

Vedere da vicino le tavole originali è sempre emozionante e come nel caso dei vecchi provini a contatto, si capiscono molte cose del processo creativo di un illustratore e dei cambiamenti o aggiunte che in corso di pubblicazione possono modificare qualche dettaglio.

La mostra è aperta fino al 23 ottobre 2016 durante gli orari di apertura dello stesso museo, compreso nel biglietto d’ingresso, quindi anche un buon motivo per vedere il resto delle collezioni.

Piccola passeggiata per Treviso per raggiungere la mostra allestita presso lo Spazio Paraggi, con l’illustrazione botanica dell’illustratrice inglese Katie Scott. Cosa mi affascina della natura, il fatto che io non riesco a capirla…e a coltivarla! Avere la pazienza di far crescere, accudendola giorno per giorno…beh io sono la classica persona che vorrebbe tutto subito e aspettare la stagione adatta per vedere i fiori e i frutto devo dire che non fa per me…anche se l’esperienza di Mirror mi ha costretto ad aspettare il tempo giusto e la maturazione dei suoi fiori…

Prima nota per lo spazio, un posto interessante, spazioso in cui le molte illustrazioni presenti davano proprio l’aria di uno spazio in cui la linfa e la clorofilla faceva respirare a pieni polmoni. I dettagli di ogni tavola, non solo botanica ma anche Animalium, in cui animali generalmente poco affascinanti assumono una connotazione decorativa e simpatica. In altri casi nelle classiche campane di vetro, degno dei più interessanti cabinet degli intellettuali e scienziati del passato, si creano micro mondi in cui la natura rigogliosa e affascinante non sembra soffocata dal vetro che gli limita lo spazio. Il suo ultimo libro, Botanicum è nato dalla collaborazione con il Kew Gardens di Londra e con molti dei loro botanici.Un lavoro di catalogazione che ha compreso 160 piante di interesse storico. Per il  momento il volume è pubblicato solo dalla casa editrice della stesso giardino botanico, ma speriamo in qualche editore italiano che voglia replicare questo gioiellino anche da noi. Vi consiglio inoltre questo articolo dedicato a Katie e non solo, realizzata da Il sole 24 ore che entra nelle ispirazioni dell’artista stessa…

 

 

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